La fattoria

Vino biodinamico -Fattoria Le Montanine produzione e vendita diretta vino biodinamico

La fattoria

La

Fattoria Montanine

si trova in collina, a circa m.250 s.l.m.,ha un’estensione di ha.74, di cui 30 a bosco di quercioli, frassini, erica e pini marittimi. Le colline circostanti sono coperte da un’ampia zona boscosa che, unita alla

conduzione biologica e biodinamica

, garantisce un’aria pura in ogni stagione.
Alle Montanine oggi si pratica l’

agricoltura biodinamica

.
In biodinamica, noi cerchiamo di lavorare con le forze della natura. Lo dice la parola stessa dal greco bios (vita o natura) e dynamos (forza).
Sappiamo che in natura esistono 4 elementi:

Terra, Acqua, Aria e Fuoco

. Le forze della natura sono quelle che reggono il mondo e le sentiamo forti e violente solo quando si presentano in un terremoto, un maremoto, un tornado o un grande incendio, ma queste forze sono sempre presenti, anche quando quotidianamente si manifestano in maniera meno eclatante con la rugiada mattutina, la pioggia, il vento o il calore del sole.
Tutti i giorni noi seguiamo queste forze, e, a seconda della giornata, operiamo nel modo più consono per assecondarle. Questa attenzione è quella che Rudolf Steiner, padre fondatore della biodinamica, definiva

percezione attiva

, la base di partenza per il nostro lavoro.)
Per rimanere su un esempio pratico, in estate, lavoriamo la terra nelle giornate più umide, nelle ore più fresche, affinché le forze sottili dell’acqua penetrino per dar ristoro alle viti, senza bisogno di irrigarle.. … .si preferirà lavorare al calar del sole in luglio, quando la forte calura stressa le piante, o si aspetterà un giorno di calore quando il freddo inverno spacca le zolle.
Guardiamo il cielo prima di fare qualsiasi trattamento e verifichiamo la presenza o meno di vento o nuvole: questo, oggi, non è più così scontato, considerando i trattamenti fatti a calendario o addirittura effettuati con “l’agricoltura di precisione”, dove ci si affida ad un satellitare piuttosto che alla percezione attiva di un contadino. Noi ritorniamo a fare quello che i nostri bisnonni avevano sempre fatto. Per questo, ci avvaliamo, oltre che dell’indiscusso ausilio dei sensi, anche del calendario delle semine, studiato da Maria Thun seguendo il passaggio della luna e degli altri pianeti attraverso le costellazioni dello zodiaco,legate anch’esse ai 4 elementi. Il calendario ci aiuta ad avere un’indicazione di quelli che saranno gli elementi dominanti in un determinato giorno, in modo da poter programmare i lavori in anticipo.
Si segue il calendario delle semine per la potatura, sia per quella secca che per quella verde, effettuata in luna discendente quando le forze di attrazione della terra sono più forti e la linfa si concentra verso le radici. In tal modo, quando il potatore taglia i tralci, preserva la pianta dalla perdita di linfa che si è convogliata e raccolta verso l’estremità opposta, le radici. Cosi la pianta perderà parte del suo corpo fisico, ma la sua

etericità

sarà preservata.
Un’altra operazione che ci distingue dalla 

coltivazione dei vigneti

convenzionali, ma anche da molti biologici, è l’accapannatura. Si tratta di un procedimento laborioso, che richiede molta manodopera, per evitare di cimare i tralci quando cominciano a ricadere verso il basso. In viticoltura convenzionale, si usa una cimatrice, creando un impatto visivo apparentemente ordinato, per chi lo guarda, ma procurando un grande trauma alla pianta che subisce questo scempio. La pianta in accrescimento, con la linfa in espansione, quando comincia a concentrare le sue energie sul grappolo, viene shoccata da un taglio che la rende vulnerabile e la porta a produrre nuove foglie e nuovi grappoli per la sopravvivenza, le cosiddette femminelle, che squilibrano totalmente la

maturazione dei grappoli

già presenti e portano ad un dispendio di energia che la indebolisce.
Tutto ciò con l’accapannatura non succede, infatti si cerca di accompagnare i tralci ricadenti nell’impalcatura di pali e fili dei filari, arrotolando le estremità dei tralci più lunghi sull’ultimo filo della spalliera. Così, i grappoli risulteranno arieggiati ma non troppo esposti ai raggi diretti del sole, in modo da evitare bruciature, la linfa sarà al sicuro e non sarà dispersa inutilmente, per potere, a fine stagione, o meglio a fine del ciclo vegetativo, ritornare nelle radici dove sarà creato l’archetipo del seme per il prossimo anno. 

Per il rispetto della terra e della biodiversità, in un sistema di vigna monoculturale, effettuiamo delle rotazioni a filari alterni, seminando varie essenze, che nutrono, lavorano e mettono in connessione la terra con il cosmo. Utilizziamo solo prodotti di contatto quali rame e zolfo di miniera per i trattamenti fitosanitari. In tutto ciò si inserisce l’uso di preparati biodinamici: 500 compostato, suggerito da Alex Podolinsky, uno dei massimi esperti di agricoltura biodinamica, e 501.
Il 500 compostato non è altro che letame fresco di vacca inserito in corna di vacca che abbia partorito almeno una volta, in modo che nel suo organismo sia avvenuto il processo di metamorfosi del sangue in latte, per il suo vitellino. Questo corno cosi riempito, viene interrato nel terreno per tutto l’inverno, in un punto dell’azienda che abbia una certa vitalità, e dissotterrato a primavera, quando verrà innestato con i preparati da cumulo, che sono: achillea, camomilla, ortica, quercia, tarassaco, valeriana. Questi apportano ognuno l’ impulso di un elemento differente.
Il letame, ormai metamorfosato, che non ha più né l’odore, né la consistenza del letame fresco originale, verrà poi dinamizzato in acqua a 37°C per un’ora e poi spruzzato nel vigneto. Alla maturazione dei grappoli si spruzza invece il corno silice, quarzo triturato finemente e sciolto con acqua di fonte dinamizzata per ottenere una poltiglia che riposerà in altri corni, interrati dalla primavera all’autunno successivo. Il quarzo prenderà tutte le forze della terra e si trasformerà in una polvere impalpabile che sarà dinamizzata in acqua a 37°C e verrà nebulizzata nel vigneto alle prime luci dell’alba, nella fase di maturazione dell’uva. Questo impulso di luce e calore aiuterà la pianta a concentrare tutti i suoi zuccheri nel frutto. Le forze formative dell’etere di luce scolpiranno i grappoli e li prepareranno per la raccolta.

Eventi

Vino biodinamico

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